La forza della TERRA

Quando arrivi a Bolgheri e cominci a percorrere le sue strade più famose, come il tanto cantato Viale dei Cipressi, la fosca e suggestiva strada Bolgherese, ti accorgi subito che questa non è una terra pianeggiante, ma un susseguirsi di gradoni, balze, terrazzamenti e declivi che dai colli posti ad Est scendono gradualmente e dolcemente verso il mare.

E se percorrerai con attenzione tutte le sue strade, il colore della sua terra non ti sorprenderà mai perché progressivamente passerà da una sfumatura giallastra a un colore marrone chiarissimo, come il goccio di caffè ha tinto il latte del mattino, per diventare più bruno e poi rossastro e ancora bruno quando ti avvicini alle colline di Castiglioncello. E proprio da qui partì la straordinaria avventura vitivinicola di queste terre che da ordinarie, e quasi malsane agli occhi di molti, nel volgere di pochi decenni sono diventate celebrate, ricercate e ambite. Terra magica, che ha saputo dare senso alle fatiche dell’uomo, che ha ripagato anche abbondantemente gli sforzi degli uomini; terra nella quale si mischiano e fondono suoli remoti e opposti, provenienti dalle terre e dal mare creando una miscela di elementi unica ed irripetibile.

L'energia del FUOCO

Quando arrivi a Bolgheri il sole ha già fatto
sentire il suo potere, la sua forza, la sua energia.

Ti aspetta qualche chilometro prima per introdurti progressivamente in questo ambiente così unico e peculiare. È un sistema complesso e complicato da capire perché si tratta di collocare al giusto posto quell’insieme di fattori che solo qui troviamo. Non avremmo voluto parlarvi di sommatorie termiche o indici climatici che riempiono le pagine delle riviste e dei depliant, ma credo che dovremo comunque farlo, anche se ciò che più ci interessa di quel che il sole trasmette a questo angolo di terra non è tanto l’aspetto quantitativo, bensì quello qualitativo. E allora prendiamo subito il toro per le corna e parliamo di indici climatici: l’indice di Winkler, che misura la sommatoria delle temperature medie al di sopra dei 10°C dal primo Aprile fino al 30 Settembre, in sostanza quelle utili al funzionamento fisiologico della vite, e l’indice di Huglin, che misura la sommatoria delle temperature medie a loro volta assommate alle temperature massime, anche’esse al di sopra dei 10°C ma non superiori a 35°C e nello stesso periodo; bene, questi due indici ci dicono che a Bolgheri non vi è nulla di straordinario.

L'armonia del MARE

Quando arrivi a Bolgheri ti accorgi subito che l’acqua è vicina; e infatti il mare è lì dietro,
al di là della pineta che costeggia l’Aurelia e la linea ferrovia.

Ne avverti subito la presenza perché il cielo è sempre più azzurro da quella parte, le rare nubi arrivano da lì e gli occhi non trovano ostacoli, interruzioni, ma sempre una luce maggiore e migliore. Il mare, però, non sta lì solo a rendere la luce più forte e nitida, perché è anche un enorme serbatoio che trasmette e regola la temperatura a tutta la costa. D’estate cattura il calore del sole sottraendone un poco alla terra in modo che non ecceda troppo la calura, mentre d’inverno restituisce alla terra un poco di quel calore imprigionato per impedire che essa si raffreddi troppo ed abbiano a soffrirne la flora e la fauna spontanee di questi luoghi, che rendono unici, riconoscibili e sublimi questi paesaggi. Il mare, poi, è capace di influenzare la pioggia che bagnerà la terra di Bolgheri, la sua quantità, la sua intensità ed il periodo nel quale cadrà. Diciamo subito che di pioggia a Bolgheri ne cade poca, meno della metà della media del nostro paese, circa 600 millimetri l’anno di cui il 60% nel periodo invernale e solo il restante 40% nel semestre estivo.

Il profumo dell' ARIA

Quando arrivi a Bolgheri ti guardi attorno e cominci a sentire che l’aria non è mai immobile;
anche nei giorni più quieti hai la sensazione che qualcosa ti avvolga e ti accompagni per le strade, per le vigne, fino all’ingresso delle cantine.

L’aria di Bolgheri è sempre in moto perché spinta da diversi motori. Il più importante, perché continuo e instancabile, è il mare con le sue brezze notturne e diurne. Di notte l’aria più fresca delle colline scivolerà verso il fondovalle e si sposterà verso ovest, verso il mare, spianando le onde e lasciando l’acqua immobile e liscia: così troviamo il mare il mattino presto, calmo e piatto. Poi, quando il sole sorge, in poco tempo l’aria di terra si scalderà e si solleverà lasciando spazio alle più fresche correnti marine di dirigersi verso est, verso la terraferma, asciugando la condensa mattutina ma trascinando sempre un po’ di umidità che si condenserà la notte successiva portando sollievo e frescura alle foglie delle viti. Questo gioco di caldo diurno e fresco notturno sarà provvidenziale per la vite perché consentirà alle bacche di accumulare aromi senza vederseli bruciare dalla calura continua ed estrema.

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